domenica 27 gennaio 2019

STAR TREK:DISCOVERY - UN RITORNO ALLE ORIGINI




Dopo un bel po' di tempo da quando l'ho avuta a disposizione, sono riuscito a vedere Star Trek:Discovery. In rete si è parlato molto di questa serie, l'ennesima del franchise creato da Gene Roddenberry ma la prima ad essere prodotta e distribuita da una rete non "canonica": in particolare, i fan si sono divisi in sull'aderenza della serie allo "spirito" Star Trek (da ora in avanti, per brevità, ST), se esso (qualunque sia) fosse effettivamente stato rispettato o se la serie non andasse fondamentalmente per i fatti suoi, riducendo quindi l'universo ST ad una semplice ambientazione. E' questo un dibattito non nuovo quando si parla di prodotti relativi alla creazione di Roddenberry e a mio ricordo esiste fin dai tempi di ST:Enterprise... personalmente ritengo che nel valutare una serie che per esplicita dichiarazione degli autori si pone a pieno all'interno dell'universo ST occorra tenere presente tre parametri, ovvero:

- La qualità intrinseca della serie in se (a prescindere quindi da qualunque considerazione affine all'universo ST)
- La coerenza interna ed esterna rispetto ai canoni del resto dell'universo ST
- L'aderenza rispetto alle idee filosofiche proprie dell'universo ST, così come sviluppate da Roddenberry nella serie classica e nelle sue dirette derivate.

Per questioni pratiche partirei dall'esame del secondo punto, in quanto per molti versi è quello su il giudizio deve essere in parte sospeso. Non essendo ancora stata interamente trasmessa la seconda stagione infatti,sono molte le domande relative allo sviluppo dei fatti narrati in Discovery e relative al resto del canone ST che rimangono senza risposta (come mai non è stato introdotto su vasta scala il motore a Spore? Quali sono le effettive conseguenze dell'interazione con l'universo Specchio?) ma è comunque possibile stabilire alcuni punti fermi. Sono tra coloro che apprezzano molto la coerenza all'interno di una ambientazione comune (mi rendo conto però che questa è un mero gusto personale) e credo che non sia possibile negare lo sforzo che gli autori di Discovery hanno fatto in questo senso. Era il loro un compito decisamente più arduo di quello affrontato a suo tempo dagli autori di ST:Enterprise, data la vicinanza temporale agli eventi della serie classica in cui è collocata la serie Discovery, ed era prevedibile che alcune scelte stilistiche sarebbero risultate inevitabilmente poco digeribili in questa ottica. Occorre sempre tenere presente che esistono anche esigenze di tipo commerciale che condizionano gli aspetti della produzione di serie come questa... personalmente la cosa che probabilmente mi ha suscitato maggiori dubbi è il design delle astronavi, sia klingon che federali. Se infatti è secondo me possibile sorvolare sulla caratterizzazione visiva della fisionomia klingon, facilmente integrabile nei canoni senza dover ricorrere al sofisticato retcon utilizzato per i klingon di ST:TOS, lo stravolgimento a cui sono state sottoposte alcune navi classiche (come gli incrociatori classe D7) risulta francamente esagerato. Dal punto di vista della Flotta Stellare d'altra parte, se per quanto riguarda il design esterno delle nuove classi viste nella serie si è cercata una "estrapolazione" evidente del design della NX-01 di ST:Enterprise, il confronto dimensionale sia esterno e soprattutto a livello di spazi interni risulta decisamente incoerente se si considera, come da canone, la classe Constitution a cui appartiene l'Enterprise della serie classica come punta di diamante delle costruzioni astronavali federali di quell'epoca (per non parlare dello scivolone relativo alla presenza, sulla Discovery, addirittura di un ponte ologrammi, seppur in una sua limitata versione dedicata all'addestramento tattico).

Più complessa e decisamente più ostica è la valutazione del primo punto, ovvero della qualità della serie in se. Fortunatamente per noi appassionati di SF, i tempi di penuria relativamente alle serie ad ambientazione spaziale sono ormai un ricordo lontano... questo d'altra parte implica che per spiccare un prodotto debba necessariamente avere ottime carte da giocarsi. A complicare la questione si inserisce anche un ulteriore elemento, ovvero il definitivo orientamento dei prodotti anche seriali (soprattutto se prodotti dalle piattaforme come NetFlix) da una trama essenzialmente verticale in cui gli archi narrativi principali sono ristretti al singolo o a due episodi (con al massimo una trama di fondo da svilupparsi nell'arco della stagione) ad una completamente orizzontale, in cui abbiamo fondamentalmente lo sviluppo di una singola storia in cui i fatti esterni possono al limite generare deviazioni di breve durata. Questo porta da un lato ad avere meno spunti narrativi utilizzabili ma di contro la possibilità di approfondire maggiormente le implicazioni a livello di intreccio e in generale a sviluppare storie più sofisticate e meno suscettibili di risoluzioni affrettate. La trama di ST:Discovery è da quasto punto di vista ben sviluppata anche se il plot twist utilizzato sembra comunque troppo tirato (possibile che l'ammiraglio Cornwell, psicologa, data la sua conoscenza intima di Lorca, non riesca ad andare oltre un banale sospetto di stress post-traumatico?) mentre sono rimasto un po' deluso dallo spazio dato ai personaggi minori dell'equipaggio, soprattutto di plancia.:L'azione si focalizza fondamentalmente sui personaggi principali e a volte si ha la netta di impressione di una giostra galattica che comunque gira sempre intorno ai medesimi perni. La scelta della trama di base della storia, ovvero la guerra Federazione-Klingon, risulta evidentemente fatta allo scopo di massimizzare la possibilità di inserire scene di azione a scapito di momenti più intrinsecamente riflessivi nonché di avere mano libera nel forzare i comportamenti  dei singoli personaggi e questo ci porta direttamente alla questione più spinosa da affrontare ovvero: questo Discovery è o non è Star Trek?

Quando a suo tempo fu prodotta ST:Enterprise ero molto scettico sulle scelte operate in fase di definizione degli elementi della serie: una serie di ST senza Federazione, senza Flotta Stellare... sembrava una operazione commerciale destinata a non avere un'anima propria. A posteriori invece  posso dire che Enterprise è, nonostante alcuni difetti, un'ottima serie, pienamente inserita nell'universo e nella filosofia Trek. Lo è proprio perché l'idea di base era quella di creare una serie che raccontasse la "definizione"  di quella filosofia... rappresentare un'umanità al suo primo confronto con lo spazio profondo, fondamentalmente diversa da quella della serie classica in quanto ancora "giovane", così come le sue controparti che andranno a comporre la spina dorsale della Federazione. Raccontare gli inevitabili scontri, dovuti alle differenze evolutive e il difficile percorso per superarle. Non è un caso che la parte migliore di Enterprise sia il lungo arco narrativo che mostra la nascita e l'evoluzione del difficile rapporto con gli Andoriani, così diversi dai Vulcaniani e per certi versi terribilmente affini ai terrestri. In Discovery, come già detto, la sfida era molto più difficile: cronologicamente abbiamo a che fare con una Federazione pienamente formata e con una Flotta Stellare che già da lungo tempo si affida alle proprie direttive... gli autori quindi, hanno alla fine deciso di puntare sul classico. Discovery, fondamentalmente, non fa che attingere a piene mani alle varie serie di ST per costruire una storia (l'ennesima) in cui i principi della Federazione e le direttive della Flotta Stellare sono messe alla prova: quale fan di ST non ha pensato, mentre si decide il futuro di Qo'no'os, alle decisioni di Picard relative al virus anti-Borg? Certo, si spara molto in Discovery, più di quanto non si parli, ma questo è un mero fatto contingente, una scelta stilistica più che filosofica. Alla fine, quando si arriva alla resa dei conti ed è necessario scegliere tra la propria vita ed i propri principi, la risposta è inevitabilmente una sola... ed a salvare la provvidenziale coppia "capra e cavoli" non può che essere una "terza soluzione" di kirkiana memoria!

Infine, un ultimo appunto. Sono, quelli di oggi, tempi difficili: siamo preda, in vari modi, di vecchie paure e il futuro sembra permeato più di ombre che di luci. Oltre gli scontri, oltre i duelli coreografici, ST:Discovery ci ricorda che l'unione e la vera collaborazione sono un qualcosa di profondamente difficile, per certi versi di innaturale. Richiedono un tremendo sforzo di volontà per comprendere chi è diverso da noi, mentre crogiolarci nella apparente sicurezza della nostra tribù è semplice come respirare... ma soltanto se sappiamo guardare oltre le apparenze, oltre i nostri limiti che sono umani ma non per questo insuperabili, possiamo costruire qualcosa che abbia davvero la possibilità di durare e che ci possa proteggere dai nostri stessi errori. Se esiste una filosofia, un insegnamento portato avanti dall'universo di ST, non può che essere questo.

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